Emozionante serata di Lieder con Angelika Kirchschlager e James Sherlock

La Società dei Concerti di Trieste difende questo genere ingiustamente trascurato

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Created by Dejan Bozovic · Review

Per una serata proposta dalla Società dei Concerti, la grande sala del Teatro Verdi si è trasformata in un intimo salotto biedermeier, riportando così Trieste ai suoi gloriosi tempi asburgici e ridestando una dilettevole nostalgia, sulle note dei Lieder di Schubert e Schumann, splendidamente interpretate dal celebre mezzosoprano Angelika Kirchschlager e dal squisito pianista (e direttore d'orchestra) britannico James Sherlock.
L'artista austriaca mette magistralmente in atto l'idea di recitar cantando anche nell'ambito dei componimenti brevi, ma straordinariamente densi di significati ed emozioni derivanti tanto dai bellissimi versi quanto dalla loro incredibilmente precisa sublimazione musicale. Questi preziosi gioielli, tuttavia, non rifletterebbero la stessa luce - cangiante o sfavillante, cupa oppure radiosa, eccitante, inquietante, rasserenante, determinata sempre dall'estro poetico degli autori – se non fossero levigati con una sensibilità, comprensione e competenza pari a quelle che distinguono le letture della Kirchschlager. Non ogni parola bensì ogni sillaba e fonema possiedono una chiarezza cristallina e un inequivocabile valore semantico, aleggiante su un flusso canoro singolarmente caldo e trascinante, incantevole nella sua naturalezza che fa apparire facile ogni asprezza tecnica racchiusa nelle partiture.
Pure qualche piccola, non a tutti percettibile smagliatura, viene perdonata senza alcun indugio e riserva, dissipata nell'opulenza dei sentimenti, delle atmosfere, dei colori e degli umori. E va detto che tutti questi ingredienti cambiano di continuo, siccome il programma è composto dal ciclo “Frauenliebe und leben” op. 42 ed altri cinque brani appartenenti ai vari periodi creativi di Schumann, da quattro Lieder di Schubert - tra cui un “Erlkönig” eccezionalmente drammatico, profondamente segnato da un incipit molto lirico, alquanto trasognato, e dal successivo continuo crescendo drammaturgico, fino alla deflagrazione della tragedia ed il suo annuncio dichiarato con una calma pietrificante – e da quattro pezzi di Brahms. Sherlock certamente non sfigura accanto ad un'interprete di tale caratura, sostenendola con mirabile attenzione, grazia e musicalità.
Una marea di applausi da una platea impeccabilmente concentrata e due bis firmati da Schubert e Schumann sigillano il successo dell'evento.

Date 2019