Lo jettatore all’opera (all’Opera). Di Firenze.

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[tempo di lettura: 2-3 minuti – 43 righe]

E’ simpatico (talvolta) che qualcuno colga al volo la tua discussione post teatro e ti si avvicini educatamente per dire la sua, confortarti, precisarti, raccontare, correggere, approfondire, chiosare.
Però non sopporto gli jettatori, in questo caso una jettatrice (per par condicio) che si apparenta con altri che hai avuto alle spalle in sala e tenevano una linea simile.
Il mondo teatrale, dell’Opera e musicale ne ha diversi, richiama un po’ le bellissime ragioni e i meccanismi drammaturgici da “Un ballo in maschera”, o “Pagliacci”, del teatro nel teatro, ove tutto si mescola, Càbala e Smorfia incluse.

Nello specifico che cito il punto era costituito dal concerto (ma poteva essere tutto) di Pinchas Zukerman al violino per Mozart e Brahms qui con la di lui più giovane moglie e cellista Amanda Forsyth, "accompagnati" (virgolato nostro e voluto) dall’amico Mehta.
Si sa che il Maestro indiano entra ora col bastone, dirige seduto, limita a due le uscite a fine concerto, le sue vicende (peraltro con esito felice, tant’è che eccolo qui) sono note. Ma dietro me due vegliarde osservano: “O ‘ome l’è inve”hiato…”

La jettatrice invece ti informa che una prova del Mozart è stata sospesa per malessere di Zubin e che tutto Brahms si è retto sul lavoro di Zukerman, il quale-ci ricorda la tizia-per fortuna è anche direttore d’orchestra. Chissà-si chiede la ben gentile-adesso le prove di “Sheherazade” per il concerto del 2 giugno… Male che vada-chiosa-ci sarà Barenboim (suona il III di Beethoven) dirigerà lui (!!!): per fortuna (precisazione ulteriore) che Daniel oltre che amico di Mehta è direttore pure isso.
A poco serve notare che Mehta era stato dato già per spacciato prima della sosta oltre annuale e delle terapie in America e della ripresa, con impegni già stabiliti ovunque (vedi Scala nuova stagione).

Ancor meno quello che un qualunque insegnante vi farà osservare e cioè che-sia Mozart o Brahms vedi sopra-un direttore (sia egli Karajan o Veronesi) in un concerto per solista ed orchestra sempre “accompagna” e che de facto è il solista a stabilire e-paradossalmente-a condurre il gioco, anche quando magari il solista è fresco di diploma. Non essendo il caso di Zukerman a maggior ragione se lui ha effettivamente retto la serata, ma non oltre quanto comunque sarebbe stato (e con esito positivo è poi accaduto). E che i pezzi sono di repertorio e noti all’orchestra.

Conclusione della jettatrice: “Lei viene a sentire domenica il concerto? Mah… Chissà… Io adesso torno al mare e poi qualcosa succederà…”.

Date Jun 1, 2019