Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto.

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Non avete seguito, eh? Dite la verità, siete degli snob, seguite le recite in quel di Decimomannu, ma lo Maesschtre ci avete fatto su un crocione e non lo guardate. Ma commettete un errore-con pemesso-perché s’impara da tutto e da tutti. E poi oltre alle esternazioni sue e alle bontà indubitabili che l’onesto utente “Puck” ha indicato, vi sono i giovani in scena: l’orchestra, i cantanti e i direttori.
Proprio su loro quattro, diversi ed uguali, un cinese, un polacco, un italiano ed una lituana, ognuno con il proprio trascorso di studi, vi è da rilevare qualcosa.

E cosa diremo ai nostri piccoli lettori?
Che il cinesino (i nomi scorrono alla fine della II parte) ha grinta e precisione, che il polacco non di meno e gli dà dentro, che l’italiano è un po’ esuberante e… italiano. Ma solo uno proprio-non-ci-siamo ed è (naturalmente) la femminuccia, la bella, bellissima lituana, smarrita ed impaurita, a cui lo Maesschtre deve tenere bloccate le gambe e i piedi con le sue possenti braccia, perché la fanciulla si muove e danza.

Prova ennesima che le donne la moseca la debbon lasciar stare, al massimo uno strumento, violino, arpa o flauto, ma per l’amor del Cielo, lasciate perdere la direzione orchestrale. Le donne del resto sono state biologicamente create per tutt’altre cose, lo sappiamo, ove sono peraltro insuperabili: far delle buonissime torte, lavare, stirare, cucire, far la spesa, accudire alla famiglia, alleviare e sopportare i mariti, compagni e figli, insomma tutto, ma lasciate perdere la musica e la direzione. Come diceva Padre Dante (non vorrete contraddirlo???) riferendosi alla bella Beatrice?

>>>Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.<<<

Gentile, onesta… non direttora.

Date Nov 10, 2019